In origine erano tubi e lastre di lamiera, così ammassati prima di essere piegati alla loro funzione. Tutto nasce di lì. Contraddistinti dalla tipica forma a “tubone” del serbatoio, i Fifty hanno rappresentato per almeno tre generazioni di adolescenti, il non-plus-ultra della prima moto, sia per le caratteristiche estetiche che li contraddistinguono che per l’elevato prezzo di vendita rispetto ad altri ciclomotori della medesima tipologia.

Dotati di blocco monoblocco a due tempi da 50 cc (Franco Morini per l’esattezza), i Fifty hanno cavalcato la scena dei “cinquantini” dalla fine degli anni 70 all'inizio degli anni 90, prima di lasciare il passo ai più moderni scooter a variatore. Ma il vero valore dei Fifty è rappresentato dall'insieme delle componenti che lo formano: un vero e proprio aggregato di elementi prodotti da almeno una decina di aziende specializzate italiane, spesso di piccole dimensioni, che hanno rappresentato un’eccellenza dell’industria meccanica italiana dal primo dopoguerra.

Si ricordano tra loro la MARZOCCHI di Zola Predosa (BO), la GRIMECA di San Lazzaro di Savena (BO), la IMCA di Pianoro (BO), la DOMINO di Bevera (LC), la TOMMASELLI di Torino, la NISA di Forlì e ovviamente la FRANCO MORINI di Bologna, che assieme alla MINARELLI di Calderara di Reno (BO), hanno fornito per mezzo secolo i migliori blocchi motore di tutti i ciclomotori prodotti.

La produzione del Fifty ha avuto inizio nel 1974 con il modello denominato “radiale” per via della tipologia di gruppo termico montato (Franco Morini 4M dotato di cilindro in ghisa, tecnicamente chiamato UC4) e identificato dalla punzonatura a telaio siglata GAM 40.

È doveroso segnalare che la sigla GAM, omologazione identificativa di ciascun modello, si riferisce all'acronimo Giulio e Antonino Malaguti, fratelli fondatori nel 1930 della Malaguti.

Il design di questo primo modello, molto simile ad altri ciclomotori a marce presenti sul mercato, era caratterizzato da cerchi a raggi metallici, ammortizzatori cromati a campana, parafanghi metallici e impianto frenante a tamburo.

Le cromature di carter catena, vezzo proteggi motore e manubrio ne completano poi le componentistiche.

Segno contraddistinto introdotto da tale modello e divenuto poi caratteristica di tutti i modelli di Fifty prodotti nei successivi anni è la classica filettatura manuale sui principali profili del telaio, terminante con frecce tribali.

I colori disponibili per questi primo modello di Fifty erano: nero con filettatura bianca, grigio metallizzato con filettatura nera e blu metallizzato con filettatura bianca. Solamente nel 1979 fu introdotta anche la colorazione rosso con filettatura bianca su questo modello, caratteristiche successivamente approfondite nella scheda modello.

Ben presto (1976) la Malaguti ha prodotto il primo modello veramente innovativo e di successo di Fifty, il modello “HF”, sia nella versione base con impianto frenante a tamburo (punzonatura GAM 40) che nella versione “HF Special”, caratterizzata da ciclistica anteriore Marzocchi e impianto frenante a disco Grimeca.

Il nome di tale modello, vuole con tutta probabilità ricalcare l’acronimo HF (High Fidelity) costituito nel 1960 dalla Lancia e che identificava dietro tale sigla i modelli sportivi della casa automobilistica  torinese.

Tale tesi è altresì sostenuta dalle componentistiche sportive che contraddistinguono il modello HF dal precedente radiale, quali: ammortizzatori posteriori in posizione inclinata (IMCA), introduzione dell’impianto frenante anteriore a disco Marzocchi/Grimeca, (per la sola versione Special), cerchi in lega (Grimeca), parafanghi in plastica e sella anatomica in microfibra nera.

I due modelli HF e HF Special, inizialmente identificati con la sigla punzonata GAM 40 e GAM 45, hanno subito poi una rivisitazione a partire dalla fine del 1979, culminata con l’introduzione nel 1980 della versione Black Fifty Special (BFS), commemorativa del cinquantenario della Malaguti, il cui logo e colorazione, ricordano una casa automobilistica molto in voga nel campionato di Formula 1 degli anni 70, la Lotus John Player Special (JPS).

Le rivisitazioni dei modelli HF e HF Special, per via di alcune modifiche strutturali del telaio, assunsero le sigle di omologazione GAM 59 (HF) e GAM 60 (HF Special e Black Special Fifty), ognuna delle quali con una propria numerazione progressiva. Si stima che per le quattro omologazioni GAM 40 (radiale prima e HF poi), GAM 45 (HF Special), GAM 59 (HF dal 1979) e GAM 60 (HF Special e BSF dal 1980) siano stati prodotti in totale circa 27.000 ciclomotori.

Tra la fine del 1981 ed il 1983 la Malaguti ha introdotto un restyling radicale di tutta la gamma Fifty, introducendo 5 nuovi modelli e mantenendo, rispetto alla precedente serie, il solo modello HF (divenuto da questo momento HF NEW, il modello di base). Tali nuovi modelli erano: FIFTY TOP, top di gamma, equipaggiato di raffreddamento a liquido, mono ammortizzatore posteriore, contagiri e impianto frenante anteriore a disco, FIFTY FULL CX (modello intermedio dotato di ammortizzatori posteriori a gas e impianto frenante anteriore a disco), FIFTY FULL, una derivazione del FULL CX ma di minor pregio e HF NEW WATER, ibrido tra il TOP e HF NEW.

La produzione dei Fifty è poi proseguita fino al 1997 con numerose rivisitazioni e colorazioni, e si contano più di 250.000 coclomotori prodotti, divenendo a tutti gli effetti il "tubone", più longevo e di maggiore successo.

Sui listini della casa motociclistica bolognese ci sono state diverse versioni differenti del Fifty: Fifty 50, AS, Black Special, Premium, RV, UP, HF, HF mix, HF colors, Full CX, Full CX mix, Full CX Colors, Mistral, Evolution, Top, Top Colors e Top Mix.

Durante l'EICMA del 2003, è stato presentato il prototipo di un nuovo Fifty, mai entrato in produzione.

 

 

 

 

FIFTY RADIALE (prima serie, 1974-1979)

 

Correva l'anno 1974 quando la Malaguti depositò presso la Direzione Generale della Motorizzazione (DGM) prima con il protocollo 12791 (GAM 39) e poi con il definitivo 12793 (GAM 40) il primo Fifty denominato "radiale", nome derivato dalla tipologia di banco motore con il quale era equipaggiato (Franco Morini 4M o UC4).

Primo "tubone" in assoluto prodotto dalla casa bolognese, il Fifty radiale era disponibile inizialmente nelle colorazioni GRIGIO METALLIZZATO (filettatura nera), BLU METALLIZZATO (filettatura bianca) e NERO (filettatura bianca) ed era equipaggiato di tachimetro contachilometri (diametro 60mm) montato sul manubrio. L'allestimento di questo modello è molto semplice: cerchi a raggi metallici (17'' anteriore e 16'' posteriore) entrambi con impianto frenante a tamburo, faro tondo con calotta nera, parafanghi in lamiera inox non verniciata, cambio a pedale con doppio bilanciere e dettagli cromati. Un design che si poteva facilmente ritrovare in maniera talvolta eccessivamente simile tra le decine di modelli di tuboni prodotti durante i medesimi anni.

Nel 1979 furono introdotte alcune modifiche estetiche come la nuova colorazione ROSSA (filettatura bianca) in sostituzione di quella grigia, e la nuova colorazione dei parafanghi in lamiera del medesimo colore del telaio, ai quali era associata una banda longitudinale di vernice bianca ed una banderuola metallica in posizione anteriore con il logo Fifty.

Contraddistinguono questo modello, oltre al tachimetro di serie, i componenti cromati (manubrio, vezzo proteggi motore e ammortizzatori), la sella in pelle personalizzata con logo Fifty e il tipico terminale di scarico nero a sezione quadrata con lamiera proteggi calore cromata.

Una curiosità, tale modello ha condiviso nel 1979 la medesima omologazione (GAM 40) con le prime produzioni del modello Fifty HF (freno anteriore a tamburo). Questa sovrapposizione, è da attribuire alle caratteristiche tecniche dei due modelli, che stando a quanto riportato nei documenti di circolazione dell'epoca, erano identici (motore FM/4M/R,(UC4) cilindrata 49,33cc e potenza 1,16 CV).

Il modello Radiale rimase in produzione fino alla fine del 1979, quando lasciò il passo ai più moderni modelli HF e HF Special, nati pochi anni prima. Si stima una produzione per tale modello di circa 6500 unità in circa 3 anni.

 

 

 

 

FIFTY HF Special (1976-1982)

 

A due anni dall'uscita del primo Fifty prodotto dalla Malaguti (Radiale GAM 40 del 1974), la casa bolognese presenta con il DGM 15639 del 1976 il più moderno Fifty HF SPECIAL, con sigla di omologazione GAM 45, dotato di nuovi allestimenti che lo renderanno il modello di punta del quinquennio successivo. Molte le differenze dal precedente modello, a partire proprio dal telaio, sempre mono-trave con il classico "tubone" centrale che funge da serbatoio, ma più sportivo nella parte posteriore, con portapacchi accorciato e ammortizzatori reclinati a 45 gradi. Rivista interamente anche la ciclistica, ora interamente fornita dalle aziende Marzocchi per quanto concerne le forcelle anteriori idrauliche in lega non verniciata e Grimeca, per l'impianto frenante a disco idraulico (altro elemento innovativo di tale modello). Affidata sempre alla Grimeca il nuovo design dei cerchi, passati dai classici a raggi del modello Radiale, agli sportivi in lega a "razze incrociate", nella colorazione argento (unica colorazione per tutte le varianti cromatiche). I parafanghi in acciaio inox vengono anch'essi sostituiti da più rifilati parafanghi in plastica neri. Anche le colorazioni vengono modificate, i colori metallizzati (GRIGIO e BLU) presenti nella versione radiale, lasciano spazio ai più accattivanti BIANCO e VERDE (di questa colorazione risultano prodotti pochissimi esemplari), mentre la colorazione NERO viene integrata di PARAFANGHI di colore BIANCO. La sella viene migliorata e foderata con il tipico tessuto in microfibra nera, altra caratteristica identificativa di questo modello. La parte meccanica è sempre affidata alla Franco Morini, che mantiene l'allestimento con il modello FM/4M, meglio conosciuto con la sigla UC4 e anche lo scarico è il medesimo del modello radiale, composto da collettore curvo cromato e terminale a sezione quadrata.

Il modello HF SPECIAL con omologazione GAM 45, è stato prodotto dal 1976 al 1979 e si stimano 7.500 ciclomotori prodotti. Rientrano in tale omologazione anche i primissimi modelli di Black Fifty Special prodotti.

I primi 2.500 modelli di Fifty HF Special prodotti (indicativamente negli anni 1976 e 1977) presentano componenti molto particolari che li contraddistinguono dai modelli prodotti negli anni successivi. Il disco freno della Grimeca ha infatti un diametro inferiore (200 mm rispetto ai 220 mm), fodero sinistro con perno per pinza freno avanzato, pinza freno marchiata Grimeca e carter catena con occhiello di fissaggio al perno centrale del forcellone posteriore. Anche il telaio stesso presentava alcune caratteristiche differenti rispetto alle successive versioni, come l'asta di fissaggio del silenziatore diritta e il tubo di riempimento del serbatoio più lungo.

Dal gennaio 1980, la Malaguti presenta un restyling del modello HF Special attraverso una nuova omologazione (OM 19749 del 13/09/1979) ufficializzando anche il lancio del modello Black Fifty Special in occasione del cinquantesimo anniversario della casa bolognese, che per l'occasione aveva aggiunto un dedicato adesivo con due palme di alloro attorno alla scritta "50° anniversario 1930-1980". Le differenze con la precedente versione dell'HF Special sono poche ma ben evidenti, prima fra tutte la sostituzione del fanale Aprilia con l'innovativa maschera portafanale in plastica nera, che richiama lo stile "scrambler" in tinta con i parafanghi, oltre all'introduzione dei soffietti parapolvere sugli steli anteriori (in tinta con il telaio) al posto dei precedenti bicchieri parapolvere. Anche lo scarico viene modificato, dal terminale a sezione quadra si passa ad un più sportivo terminate nero a sezione circolare con curvatura aerodinamica, che richiama le espansioni dell'epoca. 

Anche i cerchi vengono migliorati, introducendo il nuovo modello Grimeca denominato a "mezze lune". Il telaio presenta alcune variazioni estetiche quali il sistema di fissaggio superiore degli ammortizzatori, passato da due flange (GAM 45) ad una flangia sola e l'asta di fissaggio dello scarico, di forma ondulata. Le colorazioni vengono invece ridotte, BIANCO e VERDE non vengono riconfermate mentre si lascerà molto spazio alla colorazione ROSSA e NERA, quest'ultima con parafanghi di colore nero. La seconda produzione di HF Special (GAM 60), sarà messa in ombra dal modello Black Fifty Special, che riscuoterà un enorme successo dal pubblico di allora, nonostante il prezzo di vendita decisamente elevato rispetto agli stessi modelli HF e HF Special.

Il restyling del modello HF Special con omologazione GAM 60 è stato prodotto dal 1980 al 1982 e si contano 5.685 ciclomotori prodotti. Rientrano all'interno di essi anche i modelli prodotti di Black Fifty Special.

 

 

 

 

FIFTY HF (1979-1982)

 

Come già accennato in precedenza, il modello HF, dotato di freno a tamburo anteriore, ha mantenuto la medesima omologazione GAM 40 del precedente modello radiale, ma nonostante ciò non vi è stata una sovrapposizione di produzione, in quanto la produzione del radiale si è interrotta circa a metà del 1979, lasciando spazio a quella dell'HF, che è terminata alla fine del 1979, contando comunque circa 1500 esemplari prodotti. Questo numero, fa ben immaginare la produttività della Malaguti in quell'anno, divenuta oramai una vera e propria industria con catena di montaggio.

Entrando nello specifico del modello HF, la differenza con il più accessoriato HF Special sta fondamentalmente nella ciclistica anteriore, di fattezza più grezza e materiali meno nobili, ma pur sempre funzionali e piacevoli.

Le forcelle, la cui azienda produttrice non è mai stata indicata, sono a grasso, con foderi in lamiera e meccanismo di smontaggio a pressione, difficili quindi da manutenere. Anche le forcelle sono di qualità inferiore, basti pensare all'impossibilità di rinvenirle ai giorni nostri privi di ossidazione, e facilmente piegabili a fronte di eventuali urti avvenuti.

Le piastre sterzo, fatte anch'esse in lamiera, erano realizzate a stampo, così come la testina ferma manubrio. I leveraggi, entrambi forniti dalla Domino, erano i medesimi del modello HF Special (leva sinistra frizione), e quindi di buona fattura. Il resto del ciclomotore è identico al modello Special, compreso il motore e l'espansione.

Unica caratteristica, che come vedremo verrà mantenuta anche nella rivisitazione dell'HF del 1980 (omologazione GAM 59 del 13 settembre 1979), è la gamma cromatica più ampia della versione Special, scelta forse dettata dalle necessità di mantenimento di appeal per questo modello "base".

Come accennato in precedenza, nel 1980 inizia la produzione del modello rivisitato di HF, che, come per il modello Special, vede l'introduzione di alcuni allestimenti come la maschera portafaro nera ed i soffietti sulle forcelle anteriori.

Anche i comandi gas/frizione vengono sostituiti da modelli più "moderni" della OSL, caratterizzati da una colorazione nera e da leve curve tipo cross.

Approfondimento doveroso riguarda le colorazioni del modello HF, che, come già detto, presentava un'estensione maggiore della gamma colori rispetto all'HF Special.

L'omologazione GAM 40, presentava infatti il BLU METALLIZZATO/cerchi argento (come il modello radiale) ed il VERDE BOTTIGLIA/cerchi oro, usato su altri modelli prodotti nel medesimo periodo come il DROP, oltre al NERO/cerchi oro (precursore del Black Special) e ROSSO/cerchi argento.

Successivamente, con l'omologazione GAM 59, viene dato molto spazio alla colorazione NERO/oro, forse in scia al successo avuto dal Black Fifty Special, ma anche il ROSSO/argento viene mantenuto, mentre spariscono il BLU METALLIZZATO e il VERDE BOTTIGLIA.

Viene introdotto però il colore AMARANTO/argento, prodotto in un numero molto ridotto di esemplari e per questo di alto valore collezionistico.

Le differenze di telaio tra le due versioni del modello HF seguono esattamente quelle già descritte tra le due omologazioni GAM 45 e GAM 60.

 

 

 

 

BLACK FIFTY SPECIAL (1979-1982)

 

Progettato alla fine del 1979 sulla scia della Lotus di Formula Uno, sponsorizzata dalla John Player Special (o JPS), il Black Fifty Special  o BSF è ben presto divenuto il top di gamma della produzione Malaguti dal 1980 al 1982. Nonostante il prezzo di vendita decisamente maggiorato rispetto alla concorrenza o agli stessi modelli HF/HF Special, il BSF ha avuto un successo davvero elevato, grazie alle caratteristiche tecniche ed estetiche che lo contraddistinguevano da altri tuboni.

La livrea nero/oro, fu di estrema innovazione per tutto il comparto produttivo dell'epoca, in quanto il BSF fu il primo tubone in assoluto ad "indossarla"; tale colorazione fu successivamente utilizzata da quasi tutte le aziende produttrici di questo genere di ciclomotore.

In aggiunta a ciò, si ricordano anche gli speciali allestimenti, come gli ammortizzatori Marzocchi AG Strada a gas,  solitamente utilizzati su moto da cross, dall'esclusivo colore oro e personalizzati "BSF by Marzocchi", uno dei primi casi di co-branding nella storia motoristica italiana.

Altra "chicca" del BSF è rappresentata dai comandi della tedesca Magura (ancora WEST GERMANY), con la tipica pompa freno a serbatoio rotondo con tappo a vite, e le leve reclinate in stile cross.

Anche il bilanciere del cambio (doppio ed in alluminio) tipico di tutti i banchi motore della Franco Morini, viene sostituito da un bilanciere singolo con leva retrattile, anch'esso di derivazione cross. Infine la maschera porta fanale, sempre in plastica nera ma di forma più squadrata e simmetrica.

Vi sono alcune curiosità legate al BSF, e sopratutto ai modelli prodotti alla fine del 1979: una di queste riguarda il telaio, prodotto nei primi modelli con l'omologazione GAM 45 (attacco di fissaggio degli ammortizzatori a due flange), anche i leveraggi a manubrio erano differenti: la pompa freno Grimeca era infatti a serbatoio rotondo, presagio di quello che sarebbe stato il definitivo allestimento Magura. Tale particolarità è ben visibile nella foto riportata sui libretti di uso e manutenzione dei modelli della Malaguti prodotti dal 1979 al 1982 ed in alcuni depliant pubblicitari dell'epoca. La mascherina ha subito alcune modifiche nella sua parte inferiore, assumendo un design maggiormente curato.

I cerchi, infine, seguono l'evoluzione dei modelli precedentemente descritti, passate da "razze incrociate" dei primi BSF omologati GAM 45 alle "mezze lune" del GAM 60.

Il valore dei BSF ad omologazione GAM 45, in particolare con attacco ammortizzatori a due flange, sono da considerarsi di valore notevolmente maggiore rispetto ai successivi GAM 60, essendo stati prodotti in numero notevolmente ridotto e frutto di un'evoluzione stilistica definitasi solo nel 1980.


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